Esplorazione

Esplora la luce il battito cangiante spera dispera e nuovamente spera oh! sapessi come riscalda il ventre l’ostinata resistenza della pietra dal verde azzurro confortata sospese ombre si smarriscono
alito puoi del tempo

#PianadegliAlbanesi #storia #paesisiciliani #esplorazione

C’è una volta una città

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C’è una volta una città a scansare palazzi la luna zampilla tra cupole a gocce vola verso il mare cerca i sogni delle nostre anime sperdute di memorie è fatta che s’attaccano boccioli sulla pelle di lingue inventate dialetti mischiati reinventate parole che non s’arrendono e alla magnificenza chiedono perdono non sanno se di eternità si tratta e ti ricorderai del cuore

e luce sia

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e luce sia mia terra radiosa signora ragazza e madre non ci sarebbe ardimento nel mio cuore se non avessi te che di conforto mi circondi e che d’immenso spazio fai il silenzio giace ai tuoi piedi il mio rinascere sia del frutto che dell’attesa

#sicilia #natura #immensospazio #silenzio

Sera

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La sera ha luci risolute gesti quotidiani raccolti nelle cene da preparare ansie da risolvere immagini sfuggenti per indolenza di coraggio. Saprai rifarti gli occhi nella cerbiatta voce del cuore ogni volta assaporare il pasto che di natura in natura si dirama. Sono fuggiti gli attimi avresti preferito concederti infinito e non vorrai cambiare nulla mentre tutto cambia.

Incontri

photo_2019-10-06_19-35-33 Ti lasciano parole a vorticare nella testa pensieri incontrovertibili nomi. Ci provi a fermare i frammenti incorniciarli a colori farne quadri non perderli di vista salvaguardarli dall’affastellamento quotidiano vorresti che le voci intrecciate a dovere rimanessero a parlarti con l’emozione di quell’istante esatto in cui ti hanno raccolta e lanciata in alto. Un’aria bella un volo soddisfatto un planare perché qualcosa si aggiunge e si risveglia qualcosa ti coglie e ti intreccia da vita a vita anche se poco vi conoscete. Non dimenticare impossibile sostieni impossibile conservare intatto il bagliore della sera tra i vicoli il luccichio dei bicchieri gli spaghetti fritti il baccalà in polpette lo strombazzare convulso di chi vuole infilarsi tra la gente che continua a bere in piedi a fumare a parlare poi di poesia ti infiammi cardine che stride calpestio dei passi considerare la fragilità e non temerla. Passare da luogo a luogo transitare da storia a storia vivere nell’intercapedine alloggiare tra cosa e cosa ti accomodi a cercarti raccontare il tempo in poco e le distanze concentrare gli anni in fiati e definire gli accaduti senza conclusioni. Trasferirsi dall’altro a te e non abituarsi mai a questo appartenersi seguito dall’abbandonarsi.

a un passo

photo_2019-09-09_23-20-09Non importa quanto tempo hai impiegato quanti mari hai attraversato e quanto ci hai messo ti dirai e che ci voleva e ti sembrerà tardi sempre troppo tardi e quante cose si sono messe in mezzo e di certo potevi arrivarci prima e meglio e non lo saprai mai se avessi avuto più coraggio più capacità più chiarezza d’intenti avresti fatto chissà che grandezze e di sicuro avresti creato sì accidenti avresti avuto davanti molti anni per costruire e ti sembrerà poca cosa una piccola proprio piccola costruzione quella davanti ai tuoi occhi rimasti insaziabili.
Ma la luce quella la vedi? La luce.  Dalle fiato dalle riparo come un bocciolo, è rimasta a remare sotto la pelle, è lì e non si muove dallo sterno a un passo dal cuore.

ph clelia lombardo

photo_2019-08-24_22-52-20che pena i poveri di cuore che non piangono non soffrono che vivono rinsecchiti senza sentire la terra il mondo le creature tutte che non imparano dalle macerie che non nutrono la casa la pelle di brividi e danze
che pena per la dissennata freddezza cecità immota e morta povero chi ha il cuore di guerra senza speranza e senza amore quando i capelli saranno definitivamente bianchi non resterà per voi una luce
come posso io animare il mio cuore farlo ricco come posso aprire l’alba misurare la disperazione che c’è in me farla canto implorare la parte che all’umanità di musica appartiene
con il cappello dell’innocenza tornare ai paesi della distruzione assaggiare la pace chiamare gli alberi della loro bellezza aria eterna unguento alle ferite

salvezza delle dita intrecciate strette e tu?